TORTANO DI FAMIGLIA con fetta in primo piano
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Il Pasqualone della mia Pasqua: il TORTANO DI FAMIGLIA

La Pasqua, mentre realizzi che sta arrivando, è già finita. Per fortuna restano le tradizioni a farti compagnia per giorni, come il mio TORTANO DI FAMIGLIA.

TORTANO DI FAMIGLIA a fette

Non fai in tempo a spegnere il computer dell’ufficio il venerdì santo, che lo stai già riaccendendo il martedì successivo. Nella testa un blackout di poco più di 72 ore nelle quali non sai cosa è successo, ma ti ritrovi più grassa e con al collo un ciondolino di finto argento raffigurante un animale non ben identificato.

Chiaro segno che la tua anziana zia anche quest’anno, e nonostante anziana sia ormai anche tu, ti ha regalato un uovo di pessimo gusto.

Da che la mia, ormai labile memoria, ricordi, almeno a Pasqua la mia famiglia tascabile ha una tradizione culinaria.

Per questa festività mia madre distribuisce a destra e a manca un suo cavallo di battaglia, una colomba pasquale salata di origini lucane. Le sue. Una delle sue. Non sono mai state tanto chiare le origini di mia madre, ha un’infanzia piuttosto avventurosa degna delle migliori fiction di Canale 5. 

Il rustico in questione mamma lo chiama in dialetto tipico, “a colomma”, ma tutti i miei amici che da anni se lo devono sorbire a Pasqua, lo chiamano Il Pasqualone.

In realtà è una specie di TORTANO NAPOLETANO, ma con le uova sode dentro invece che sopra e che mamma ha sempre fatto in forma rettangolare come tramandatole da sua madre. Per comodità io ve lo ripropongo a ciambella.

Quindi guest star di questo post sarà proprio la mia genitrice con la sua specialità lucana in chiave napoletana: il TORTANO DI FAMIGLIA.

TORTANO DI FAMIGLIA

Mamma dice: mettere su una spianatoia, a fontana, 300gr. di farina di manitoba e 200gr. di farina 00 e versarvi al centro 1 cucchiaino di zucchero, 3 gr. di lievito secco, 1 cucchiaino di sale e 250ml. di acqua tiepida (non calda). Cominciare ad impastare, aggiungendo, poco per volta, 50gr. di strutto (o burro) morbido.

Lavorare l’impasto per almeno 15 minuti fino ad ottenere un panetto liscio e morbido.

TORTANO DI FAMIGLIA panetto

Mettere poi a riposare il panetto, in una ciotola unta di olio e ricoperto di farina, per almeno 3 ore, coperto con la pellicola e in un luogo tiepido. 

Intanto mettere 5 uova in un pentolino con l’acqua e fatele diventare sode.

Io dico: lavorate l’impasto con la planetaria, usando la frusta K e lasciandola girare fino a quando l’impasto non si attacca più alle pareti del cestello ma alla frusta…

Mamma dice: trascorse le 3 ore rimpastare il panetto, formando un rettangolo con le mani e piegandolo a libro e poi rimetterlo a riposare nella terrina con altra farina e sempre coperto con la pellicola per un’altra ora.

TORTANO DI FAMIGLIA panetto a libro

Io dico: quasi quasi mi faccio la messa in piega…

Mamma dice: passata l’ora, stendere su una spianatoia il panetto, ottenendo un bel rettangolo grande. Ricoprire la pasta con 100gr. di fettine di salame tagliate sottili, le uova sode tagliate in 4 parti ognuna e 100gr. di caciotta di pecora in pezzi piccoli. Spolverizzate con generoso pecorino grattugiato.

TORTANO DI FAMIGLIA arrotolato

Arrotolare dalla parte lunga dell’impasto, delicatamente, e formare una ciambella da adagiare in uno stampo conico da 26 cm, unto di strutto/burro.

TORTANO DI FAMIGLIA da cuocere

Poi spennellare con il rosso d’uovo e lasciare lievitare per un’altra ora.

Io urlo: un’altra ora?!?! Metto lo smalto?

Mamma (serafica) dice: trascorsa l’ora, infornare a forno già caldo a 180° per circa 40 minuti (dipende dal forno e quindi fare sempre prova stecchino) e poi servire a temperatura ambiente.

Sarà pure una procedura lunga, ma ne vale la bene per una bella fetta di TORTANO DI FAMIGLIA.

TORTANO DI FAMIGLIA con fetta in mano

0 thoughts on “Il Pasqualone della mia Pasqua: il TORTANO DI FAMIGLIA

  1. A parte il fatto che il dialogo tra te e tua madre è fantastico…la ricetta è praticamente identica al famoso “impiulato” calabrese che si fa proprio a Pasqua nel paese di origine dei miei genitori. Saranno anche preparazioni lunghe e laboriose, ma quando poi le mangiamo ne apprezziamo davvero il sapore e tutto ciò che ci gira intorno (ricordi, odori, tradizioni). Insomma viva le mamme che fanno ancora il Pasqualone. Sono convinta che anche io e te prima o poi ci metteremo a farlo 😉
    Un bacione e appunto, buona Pasqua 🙂

    1. Hai ragione! Comunque i sapori del sud spesso si assomigliano e sono tutti buonissimi. Anche mio padre era di origini calabresi, forse l’avrò anche mangiato. Certo ci vuole molto tempo per la preparazione, ma un giorno lo faremo! Buona Pasqua!!