La caponata napoletana in primo piano
- Estate, No bake, Piatto ricco mi ci ficco!, Verdure

I doni della (non) zia Bianca finiti nella CAPONATA NAPOLETANA

La CAPONATA NAPOLETANA. Il piatto per eccellenza delle mie estati di ieri e di quelle di oggi.

La caponata napoletana con i lupini

Da piccoli c’è la simpatica tendenza dei genitori a farti chiamare tutti gli amici di famiglia zii, per poi arrivare all’età della ragione e scoprire che in realtà hai la metà dei parenti che pensavi o addirittura di essere totalmente senza famiglia. Come Remì

Zia Bianca faceva parte del club delle non zie, ma comunque, nei week end ci toccava andarla e trovare. Lei viveva in una campagna tra le montagne, in una casa grande e un po’ senza senso. Come lei.

La non zia Bianca era stata adottata da una gatta. Una notte, una lunare gatta, penetrando da una delle tante aperture della casa, aveva deciso di stabilirsi sulla poltrona della non zia, accanto al camino. Per sempre. Nel senso che tendeva a non spostarsi mai da quella posizione.

In teoria la gatta si chiamava Luna, ma solo in teoria. In pratica se la chiamavi, con qualsiasi appellativo, anche insultandola, non si girava. Mai. Ignorava chiunque. Per lei esisteva solo la non zia Bianca. Soprattutto nelle ore dei pasti.

Ma Luna era il motivo principale per il quale mi lasciavo portare dalla non zia senza troppe storie. Speravo sempre che un giorno l’altero felino si accorgesse di me. Una chiara parafrasi della mia vita sentimentale, con medesima conclusione. La gatta non mi ha mai minimamente degnata di uno sguardo.

Vivendo in campagna, circondata da animali, non intesi come essere umani, o almeno non solo, la non zia Bianca era la nostra fornitrice ufficiale di prodotti alimentari. Tra questi, i biscotti di grano

Qualsiasi occasione era buona: compleanno, onomastico, influenza, battesimo, matrimonio. Lei ci regalava almeno due confezioni di biscotti di grano ad evento.

Questo ci garantiva di poter preparare la caponata, uno dei miei piatti preferiti dell’estate, praticamente tutto l’anno. 

La caponata napoletana per due

La CAPONATA NAPOLETANA, non è quella siciliana fatta di verdure cotte, quella che si prepara dalle mie parti (come in altre parti del sud), è costituita da una base di biscotto/fresella di grano duro e condimenti vari.

Per preparare una caponata x 2, in una ciotola mettete 100gr. di pomodorini tagliati a metà, 100gr. di filetti di tonno sgocciolati e condite con olio, sale e basilico.

La caponata napoletana_ingredienti

Poi dovete bagnare 2 biscotti di grano (io li faccio spugnare poco perché per me il biscotto deve rimanere croccante) e disporli in due piatti.

La caponata napoletana da servire

Ora procedete con i condimenti: 1/2 cucchiaiate a testa di insalata di pomodori e tonno, poi melanzane a filetti sott’olioacciuga (se piace), olive verdi grandi e i lupini (che per tradizione vengono serviti in un piatto a parte con un po’ di pepe). 

Condite con un filo d’olio, sale, pepe e basilico.

La caponata napoletana nel piatto

Ovviamente, potete mettere e togliere gli ingredienti che vi pare: mozzarella, feta, mais, carote, carciofi, cipolla di Tropea e anche polipo all’insalata e gamberetti.

La CAPONATA NAPOLETANA è uno dei piatti più disponibili al libero arbitrio che ci sia.

0 thoughts on “I doni della (non) zia Bianca finiti nella CAPONATA NAPOLETANA

  1. A propostito delle non-zie… il bradipo ha scoperto che queste zielle sono tutte cugine, di tutti i gradi in giù e in su, della sterminata famiglia materna: per non sbagliare, e offenderne l’amorevole scuscettibilità, ha iniziato a chiamare cara-zia anche i pali della luce del paesello felice 😀
    Bacio
    Sid

  2. Carote alla julienne e caprino? Ottima idea, Ali, non ci avrei pensato. Corro ad organizzarmi per questa sera. Con il caldo che fa, solo una caponali ci può salvare!!!!!!!

  3. Una, come sempre, divertente e azzeccata variante. Io la fresella me la gustavo con montagne di squisiti pomodori sotto i quali praticamente scompariva. Il bello sono proprio le tante varianti. Grazie!

  4. Ma quindi sono l’unica che a ogni trasferta (in Puglia, regione da cui viene mio padre) scopriva nuove parentele di anno in anno?
    Altro che NON zie, anche il tipo figo che ci provava con me era un mio pro-pro-pro cugino!!! Tristess…
    Cmq le “frise”, di orzo o di grano, sono un must in estate. La cosa più bella che ti può capitare dopo una lunga giornata al mare. 🙂

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