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La vita è una festa di carnevale. Meglio mangiare: TORTA COOKIE E SMARTIES

Compleanni in maschera e feste da dimenticare. Ma non dimentichiamo mai la torta cookie e smarties che fa tanto Carnevale.

Spesso i miei compleanni sono coincisi con il carnevale. Da bambina questo connubio apparentemente perfetto voleva sempre significare grandi feste in maschera popolate da una fauna infantile conciata nei modi più disparati. E più spesso disperati.

Bambine depresse che si sognavano raggianti principesse in rosa e si ritrovavano in lacrimosi pierrot in celeste (quanti pierrot, anni dopo, sono andati in analisi…).

Bambini cowboy e bambini indiani coalizzati contro violenti bambini zorro con baffi mezzi cancellati dall’abuso di bevande gasate durante il party.

Piccole regine (e non solo per il costume scelto) che impedivano a bambine fiammiferaie di aspirare alla loro corona, relegandole al ruolo di  reggi-scettro quando arrivava il momento  di ingozzarsi di patatine.

Bambine costrette ad essere pulcini, causa abito ereditato dal fratello maggiore e che avrebbero dato la loro cresta per un abito da damina dell’800 in grado di esaltare la loro prematura femminilità.

Le inevitabili bambine fatina con bacchetta a stella in una mano e un principe azzurro nell’altra (rimorchiato vicino alle pizzette), che difendevano agguerrite dall’assalto di cenerentole che ne rivendicavano il possesso, come da contratto.

Bambine damine dell’800 per il settimo anno di fila, che avrebbero invece dato la loro parrucca sudaticcia per un agevole abito da hawaiana (con dolcevita color carne d’ordinanza).

Bambini clown dotati di fiori spruzza acqua, aggeggi per rumori imbarazzanti, polveri urticanti e fialette puzzolente, nasi rossi che non si reggevano in nessun modo. Insomma, bambini imbarazzanti tenuti a 100 metri di distanza da tutti.

Bambine curvy in tutù da ballerina di danza classica, ricevuto in prestito da cugine filiformi effettivamente iscritte a danza.

Bambini piangenti in un angolo, perché dotati di genitori obiettori di coscienza del carnevale e quindi costretti a feste mascherate senza maschera (come andare agli Oscar in jeans).

Bambini piangenti sulla soglia, vestiti come i più virili dei D’Artagnan, che desideravano solo stare a casa in pigiama e non ad un incontro per enfant prodige del disturbo della personalità.

Insomma, il carnevale che involontariamente diventava metafora della vita.

Potevi essere quello che voleva tua madre, potevi essere quello che tuo fratello non voleva essere più, potevi anche essere quello a cui aspirava una cugina inarrivabile.

E potevi non essere nessuno se i tuoi avevano deciso così. O forse, invece, potevi essere chi volevi tu. Almeno per una sera.

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E per una sera, decidiamo di essere quelli che si ingozzano di Torta cookie e smarties che fa tanto carnevale.

Quindi, in una ciotola lavora 125gr. di burro morbidissimo con 100gr. di zucchero di canna e 40gr, di zucchero muscovado. Una volta ottenuto un impasto cremoso aggiungi 1 uovo e 1/2 cucchiaino di cannella, mescola e poi uniscici 180gr. di farina setacciata con 1 bustina di lievito per dolci, 50gr. di farina di mandorle e 1 pizzico di sale.

Amalgama il tutto e ottieni un bell’impasto omogeneo. Dividi l’impasto in due parti uguali e metti la prima in uno stampo a cerniera da 22/24 cm, ricoperto da carta forno. Stendi bene la base e versa al centro 200gr. di crema alle nocciole.

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Ricopri con l’altra parte dell’impasto, facendo aderire bene ai bordi, cospargi con mandorle a lamelle e poi metti tutto in freezer per almeno 1 ora. Così da avere un cuore morbido in cottura.

Trascorso il tempo, togli lo stampo dal frigo e mettilo direttamente in forno caldissimo a 180° per circa 30 minuti. Quando la torta cookies sarà cotta estraila dal forno e decora subito la superficie, che sarà ancora morbida, facendo delicatamente aderire gli smarties colorati (in questo modo non si scoloriranno né romperanno).

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Rimetti la torta cookie e smarties in forno spento fino a che non si sarà raffreddata.

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