Omini di pan di zenzero_
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La favolosamente breve rivolta degli omini di pan di zenzero

Un favola di Natale con protagonisti i biscotti più amati delle feste: gli omini di pan di zenzero!

Basta, io questo Natale non mi faccio mangiare proprio da nessuno!” Sentenziò l’omino Tristanzuolo, quello sempre con lo sguardo di zucchero imbronciato.

E perché, è così bello essere mangiati tutti i Natale?” Esclamò giulivo l’omino Felicino con i suoi occhi a stella sempre brillanti.

Io amo tutti quelli che mi mangiano” dichiarò Amoretto dal profondo dei suoi occhi sempre a cuoricino.

In effetti sarebbe bello non farci mangiare e passare il Natale in vacanza. Mi ci vedo proprio a sciare!“. Disse Cecatello, l’omino che non vedeva al di là del suo naso di zucchero rosso.

Sii, le vacanze. Io amo le vacanze!!” urlò Amoretto seguito da Felicino con un “Io adoro le vacanze!!“.

Ooooh, anche io credo di voler andare in vacanza“. Si aggiunse a sorpresa l’omino Stuporello quello sempre meravigliato di tutto.

Allora è deciso, quest’anno vacanze per tutti! Avvertiamo le migliaia di altri omini e partiamo!” “Si, Tristanzuolo, ma dove andiamo?” Gli chiesero in coro.

Felicino al massimo della gioia urlò: “Mare, mare!” Allora Tristanzuolo: “No, a me il mare mi fa tristezza”.

Amoretto languido urlò: “Vienna, Verona, Parigi, Venezia!” E Tristanzuolo: “No, a me le città romantiche mi incupiscono”.

Stuporello urlò: “Disneyworld sarebbe superwow!” Ma Tristanzuolo: “No, a me nei parchi a tema mi viene da piangere”.

Cecatello urlò: “Io voglio vedere tutto! Tanto non ho mai visto niente…” Quindi Tristanzuolo: “No, a me vedere tutto mi stanca tanto”.

Nel frattempo migliaia di altri omini erano giunti da tutte le parti del mondo. Tutti decorati a festa e profumati di spezie varie, pronti a dire la loro sulle vacanze. “Montagna!”, “Lago!”, “Isole!”, “Campagna!”, “Capitali europee!”, “Casa di mio zio!”.

Tuo zio?” Chiesero in coro migliaia di voci.

Si, mio zio Pan…pero!” Esclamò l’omino Nipotastro. “Lo zio cubano che puzza sempre di rum…”. Allora Tristanzuolo: “No, a me l’alcol mi da’ alla testa”.

Sapete che vi dico?” Chiese retoricamente e con aria depressa Tristanzuolo. “Io mi stendo su questo piattino con Babbo Natale dipinto al centro e aspetto di essere mangiato. Le vacanze mi hanno distrutto!

Io amo questo piattino”, “Io adoro stare qui steso”, “E’ un piattino fighissimo” “A me piace stare steso a fissare il soffitto che non vedo…

Alla fine, tutti gli omini di panpepato del mondo decisero che anche quest’anno avrebbero fatto la gioia di grandi e bambini, e si sarebbero fatti mangiare.

Per le vacanze c’è sempre il prossimo anno, per queste invece: OMINI DI PAN DI ZENZERO.

Omini di pan di zenzero

Per ottenere circa 30 uomini, versate in una ciotola 200gr. di farina 00, 1/2 cucchiaino di zenzero e 5gr. di Pisto napoletano (un misto di cannella, chiodi di garofano, noce moscata e coriandolo), 110gr. di zucchero muscovado, 1 pizzico di sale e 1/2 cucchiaino di bicarbonato. Aggiungete 100gr. di burro freddo tagliato a tocchetti. Lavorate fino ad ottenere un impasto sabbioso. Aggiungete 1 uovo e 80gr. di miele millefiori e continuate a lavorare velocemente. Otterrete un impasto morbido. Mettetelo nella pellicola, schiacciandolo leggermente e tenetelo in frigo circa 2 ore.

Prendete l’impasto dal frigo e dividetelo in 2 parti, stendetele singolarmente e ottenete da ognuna degli omini di pan di zenzero con l’apposita formina.

Mini in teglia da cuocere

Mettete gli omini su una teglia ricoperta di carta forno e cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 10/12 minuti. Una volta cotti, lasciateli raffreddare e poi passate alla decorazione.

Se come me siete negati per qualsiasi tipo di glassa e ghiaccia, procedete con gli zuccherini di qualsiasi genere, colore e forma. Attaccateli con un po’ di miele leggermente scaldato e con l’aiuto di uno stuzzicadenti.

I vostri rivoltosi omini di pan di zenzero saranno pronti per essere mangiati, regalati, liberati…

Omini di pan di zenzero_primo piano

 

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