POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA su fresella
- Piatto ricco mi ci ficco!

Scarpe piene di sassi e POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA

Storie di scarpe che fanno tanto male (e non solo ai piedi) e di POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA che fanno tanto bene a tutto.

POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA con patate

Ogni volta che compro un paio di scarpe (e capita con una certa frequenza) è sempre la stessa storia: devono marcare il territorio. Che poi sarebbero i miei piedi.

Cicatrici, ferite più o meno profonde, vesciche. Insomma tutto quello che una scarpa può infliggere ad un piede.

Capita che anche un paio di scarpe che hai sempre indossato, con le quali ti sei sempre sentita a tuo agio, che ti avevano dimostrato sin dall’inizio grande empatia, all’improvviso si rivoltino contro i tuoi piedi e durante un breve tragitto da casa all’edicola ne facciano strage.

E torni a casa con i piedi a pezzi come avessero appena finito il Cammino di Santiago scalzi.

Ho capito con l’esperienza e tanta sofferenza che l’unico modo per non farsi sopraffare da un paio di scarpe, nuovo o vecchio che sia, è camminarci su. 

Camminare sulle ferite fino a non sentirle più. Alternare scarpe che ti procureranno nuove  sofferenze ma intanto ti permetteranno di guarire dalle vecchie. Più ferite hai, più l’ultima in ordine di dolore ti farà sembrare più lieve la prima.

A fine stagione quel sandalo non ti farà più male. Almeno per un po’…

Perché le scarpe sono la metafora della vita, per non sentirlo, il dolore, devi affrontarlo, camminarci sopra, soffrire per fartelo passare. Poi magari non passa del tutto o tende a ritornare, ma intanto ci hai camminato sopra, invece di subirlo da ferma.

POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA

Tutto questo per dirvi che nel mentre che andavo al supermercato all’angolo a comprare dei pomodori per il pranzo le mie nuove scarpe comprate in saldi e che da fine maggio guardavo con aria sognante in vetrina, mi hanno provocato tanto e tale dolore che i POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA li ho dovuti preparare scalza.

Se volete farli anche voi (magari con un paio di pantofole ai piedi…), prendete 4 pomodori ramati, lavateli bene, privateli della calotta, svuotateli della polpa con l’aiuto di un coltellino, senza scavare troppo.

POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA a scolare

Aggiungete 1 pizzico di sale all’interno di ogni pomodoro e disponeteli capovolti in un piatto per privarli della loro acqua.

Intanto preparate una CAPONATA NAPOLETANA, quella che si fa con le freselle. Questa volta ho aggiunto anche feta, cipolla rossa, olive nere e tanto basilico.

POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA_ripieno

Una volta pronta e, ben scolati i pomodori, riempiteli con la caponata e poi serviteli accompagnati da un’insalata di patate e prezzemolo.

POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA e patate all'insalata

6 thoughts on “Scarpe piene di sassi e POMODORI RIPIENI DI CAPONATA NAPOLETANA

  1. Allora non sono l’unica a trovare scomode molte scarpe!
    Solo che io non mi accontento facilmente, non le prendo se sento sin da subito che stringono o che camminando temono a premere troppo in qualche punto: motivo per cui di scarpe ne compero poche. Il concetto di poche è relativo ovviamente! 😉
    Poi, come dici tu, nonostante tutte le attenzioni nella scelta, anche le scarpe che sembrano comode e perfette, a volte, possono giocare qualche scherzo: magari le indossi per una camminata più lunga del solito… O col caldo quando il piede si gonfia un po’… Insomma, anche la più friendly delle scarpe in alcune occasioni può far male.
    Di solito in questi casi trovo molto utili le solette in silicone per il plantare (quelle pensate per le scarpe col tacco alto!) e i cerottini di lattice! Prova e fammi sapere! 😉

    1. Grazie, devo provare! Alle solette in silicone è da un po’ che ci penso ma poi non le prendo mai. Ti farò sapere. Perché io alle scarpe proprio non resisto, soprattutto con i saldi…🙄

  2. Ho comprato un paio di sandali troppo belli e la prima volta che li ho indossati mi hanno fatto venire una ferita dietro i laccetti, forse li avevo stretti troppo, non lo, adesso li indosso senza problemi ma forse hai ragione tu, bisogna camminarci qualche volta e soffrire un po’, il piatto che ci proponi e’ buonissimo e bello da vedere, lo provero’, grazie della ricetta, un bacione cara, <3